Chiesa di San Basilio

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Quello che è successo l’altra notte alla Chiesa di San Basilio non deve allarmarci ma sicuramente ci obbliga ad una riflessione. Un gesto, a dir poco, incivile non può intaccare la bellezza di una partecipazione popolare dispiegata all’insegna del sorriso e della responsabilità ma, nello stesso tempo, ci deve far aprire gli occhi su quali strade rischiano di percorrere i nostri figli. Un aspetto dissacrante è quasi normale nell’animo di chi vuole crescere in fretta ma, per lo più, è incapsulato all’interno di freni inibitori che ne limitano lo sviluppo tanto da non incidere nei comportamenti dei più. Il problema sorge quando queste inibizioni fanno cilecca tanto da imbruttire l’animo e renderlo capace di gesti dissennati. Il sacrilegio entra a pieno titolo nel novero di questi atti dove il soggetto non vede limiti a se stesso e si pone al di sopra di tutto ciò che potrebbe potenzialmente limitarlo. Tendenzialmente questo accade o in presenza di vere e proprie patologie o, molto più spesso, sotto l’effetto delle droghe. E questo è il vero problema! È possibile meravigliarsi di fronte a tali volgarità e poi tralasciare l’importanza della diffusione di commerci illeciti di cui le nuove generazioni rischiano di diventare consapevolmente complici? Soffro nel pensare che sia diventato normale per un ragazzo delle scuole medie frequentare uno spacciatore. Piango nell’immaginare complicità che, al solo pensiero, fanno rabbrividire. È tanto difficile dire: “basta”? Forse si. Arrivederci alla prossima “bravata”.