Una delle pagine più nere e controverse della nostra Democrazia

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Oggi non ho potuto fare a meno di ricordare una delle pagine più nere e controverse della nostra Democrazia. La strage di Capaci, oltre che entrare nei nostri cuori, deve trovare un piccolo posto nella nostra memoria, quella vera, senza le sfumature romanzate che, di solito, abbondano nelle rievocazioni di facciata. La vita e la morte di Falcone rappresentano, insieme, le contraddizioni di una Democrazia incompiuta, intrisa di pastoie ideologiche, che dopo alcuni anni ha manifestato la sua evidente debolezza.

L’abitudine allo schieramento a tutti i costi ha disconosciuto persino la grandezza di un vero servitore dello Stato che ha pagato con la vita la sua onestà intellettuale ed il suo incommensurabile coraggio. Ci si è divisi anche nel giudicare la novità di un pensiero forte, forse troppo forte per chi è abituato a schierarsi e riconoscersi soltanto all’interno di un gruppo o di una ideologia dominante. Falcone era un uomo libero e penso che questo sia stato il viatico del suo destino. Ricordo con amarezza le bocciature subite, con dolore le polemiche suscitate dalla sua forza morale, con felicità le sue vittorie contro la Mafia. Purtroppo non è stato il primo nè sarà l’ultimo a pagare con la vita la capacità di condurre una battaglia su più fronti pur di difendere la sua idea di legalità. Ma il suo esempio rimarrà indelebile al contrario dell’ ipocrisia dei suoi oppositori.

In sostanza rappresenterà un modello da seguire per tutti quelli che, rifiutando la ritualità, immaginano per i loro figli un Mondo dove servire lo Stato sia un valore da non dimenticare. Mai.